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LA STORIA
All'inizio del 1965 il Comitato del Ventennale della Resistenza, presieduto dal sindaco Teresio Conti e composto dai rappresentanti dei partiti e associazioni antifasciste, assumeva l'iniziativa di aprire ai "diecimila cittadini grandi e piccoli" una vera biblioteca comunale. La nuova biblioteca, situata in via Bellagarda 25, occupava l'ampio e luminoso alloggio messo a disposizione dal comandante partigiano "Pino"
Monfrino, grande e tenace promotore dell'iniziativa.
Aveva un vasto salone per conferenze e proiezioni, salette di lettura, segreteria, impianto stereofonico ad alta fedeltà.
Con l'entrata in vigore del DPR 616 del 1977 e le leggi regionali 58 e 78 del 1978, che prevedono e regolano il passaggio della gestione della biblioteca ai Comuni, l'Amministrazione comunale "giunse alla determinazione che ben altro ruolo essa avrebbe dovuto assumere nella realtà alpignanese e demandò alla Commissione Culturale il compito di predisporre una proposta di regolamento che effettivamente la investisse di funzioni maggiormente rispondenti ad una politica culturale aperta alle esigenze dell'intera cittadinanza". Lo Statuto-Regolamento del 1979 e quello del 1980 ampliavano e chiarivano gli scopi: "diffondere l'informazione e promuovere lo sviluppo culturale di tutti i cittadini. A tal fine la biblioteca dovrà: favorire la costituzione di gruppi di lavoro, stimolare e organizzare l'attività di educazione permanente, favorire l'attuazione del diritto allo studio, soddisfare le esigenze di impegno del tempo libero". Nel mese di ottobre del 1980 l'Amministrazione civica, in un acceso dibattito consiliare presieduto dal sindaco Emanuele d'Angella, deliberava di approvare "il progetto esecutivo a firma del Tecnico Comunale, relativo ai lavori di ristrutturazione, adattamento ed adeguamento del fabbricato ex-Mensa Philips da adibirsi a Biblioteca comunale". Il 28 marzo 1982 veniva inaugurata la nuova sede: la manifestazione si inseriva a pieno titolo nelle celebrazioni del "37° anniversario dell'eccidio dei dieci martiri del Maiolo e della guerra di liberazione". Il 12 maggio nella sua prima riunione il Consiglio di biblioteca eleggeva presidente Vito Bonadies, rappresentante ANPI. Con la "Relazione sullo stato della biblioteca", del 9 giugno 1982, la bibliotecaria Francesca Ciccolella, subentrata al prof. Enzo Petrolati, improvvisamente deceduto, informava che il patrimonio librario era così composto: 5336 volumi già catalogati, 123 libri rari e di pregio (edizione Tallone), 2500 volumi circa di donazione Philips. Furono subito istituiti i settori di fantascienza, gialli, fumetti e "patrimonio culturale locale affiancando storia, geografia, etnografia, letteratura". La sala lettura era aperta al pubblico 4 giorni alla settimana per un totale di 16 ore. Fu avviato prontamente un contatto con le scuole cittadine per meglio "soddisfare le esigenze dei docenti nell'accostare i ragazzi alla lettura, allo studio, alla ricerca". Dalla Relazione consuntiva del 31 dicembre 1983 si desume che il primo anno di vita nella nuova sede di via Philips fu attivo e intenso: i volumi in possesso divennero 6761, 912 i soci iscritti, 3986 i prestiti. Le scuole visitavano la biblioteca una volta alla settimana. Fu allestita una mostra sulla Resistenza promossa dall'Anpi e si costituirono tre gruppi di interesse: musica, fotografia e lingua francese. |